LE INDISPENSABILI VENTI COSE DA SAPERE PRIMA DI UN VIAGGIO IN GIAPPONE

Il Giappone è una destinazione affascinante, e molto del fascino deriva dalla peculiarità delle abitudini e della cultura.

Certo, abitudini, costumi e modi di fare così diversi a volte risultano incomprensibili, e non conoscerli almeno un po’ in anticipo può rendere il vostro viaggio meno piacevole o portare ad incomprensioni con le persone che incontrerete.

Con una cultura e una lingua così particolari, è difficile elencare tutte le cose da sapere prima di un viaggio in Giappone. Abbiamo cercato di individuare i venti punti più importanti, che a nostro avviso non vanno ignorati per assicurare che il vostro viaggio in Giappone sia divertente e pieno solo di buone sorprese.

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1.-cosa-sapere-per-andare-in-giappone_01 Le venti cose da sapere per andare in Giappone

1 – Il Giappone è uno dei paesi più sicuri del mondo

Una delle cose migliori del Giappone è il livello assoluto di sicurezza. Citato in modo sistematico tra i dieci paesi più sicuri del mondo, il Giappone è anche un ottimo posto per donne che viaggiano da sole. Certo, questo non significa che si possa fare a meno del normale buon senso quando si viaggia all’estero. Come con qualsiasi destinazione, visitando un paese straniero è sempre consigliabile essere vigile, evitare di ostentare grandi quantità di contante e non provocare nessuno.

2 – Non rimanete senza contante

soldi_giapponesi-1_01 Le venti cose da sapere per andare in Giappone

Paradossalmente per un paese così tecnologico, il contante rimane il modo principale di gestire i pagamenti. I lavoratori sono generalmente pagati in contanti e la maggior parte delle aziende e dei servizi, compresi ristoranti e negozi, accettano solo contanti. Hotel e grandi magazzini di solito accettano le principali carte di credito, ma è sempre meglio controllare prima. Quindi meglio avere sempre una ragionevole quantità di Yen nel portafoglio, per evitare situazioni imbarazzanti e perdite di tempo. Nel caso vi ritroviate senza contanti, la cosa più comoda è di recarsi in uno dei tantissimi 7-Eleven, tutti dotati di ATM e aperti 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Ovviamente, verificate con la vostra banca prima di partire che la vostra carta di credito sia abilitata al ritiro di contante in Giappone.

3 – Essere sempre connessi è facile

Pocket-Wi-Fi Le venti cose da sapere per andare in Giappone

Se state pianificando un viaggio in Giappone, noleggiare un WiFi tascabile (“pocket wifi”) è un ottimo modo per rimanere connessi durante il viaggio, senza incorrere in costi di roaming o dover acquistare una carta SIM locale. Certamente gli hot spot WiFi pubblici sono diventati più numerosi negli ultimi anni, ma non abbastanza per garantire continuità di connessione nei tuoi spostamenti.

Con un solo WiFi tascabile autonomo si possono connettere più dispositivi contemporaneamente, con accesso illimitato a Internet. È anche leggero, facile da trasportare e può essere tenuto comodamente in tasca.

Ottenere un WiFi tascabile in Giappone è molto semplice. Si possono pre ordinare online prima di partire, oppure noleggiarli agli appositi sportelli negli aeroporti di Narita o Haneda a Tokyo. Tuttavia, consigliamo vivamente di ordinarlo online prima di partire: durante periodi di grande affluenza, i dispositivi potrebbero esaurirsi rapidamente.

4 – Non lasciate la mancia!

Non ci sono mance in Giappone e quindi non si lasciano mance a tassisti, camerieri o baristi, che potrebbero anche sentirsi insultati se si tenta di lasciare denaro extra. Se lo si fa, è molto probabile che il cameriere insegua il cliente per consegnare i soldi che, presumibilmente, ha lasciato per sbaglio. I camerieri ricevono uno stipendio vivente in Giappone, quindi non c’è da sentirsi in colpa. Questa regola vale anche per il personale dell’hotel e gli altri addetti all’assistenza che incontrerete durante il vostro viaggio. Per evitare malintesi, basta lasciare l’esatto importo del conto.

5 – I tatuaggi non sono visti di buon occhio

Tatuaggi_01 Le venti cose da sapere per andare in Giappone

Anche se da noi i tatuaggi sono un modo artistico per esprimere la propria personalità, in Giappone tendono ad essere associati a criminali, vale a dire membri della Yakuza (la mafia giapponese). Questa è una cosa particolarmente importante a cui pensare se siete interessati a visitare un onsen giapponese tradizionale. Molto probabilmente vi chiederanno se hai tatuaggi prima di poter entrare e se la risposta è affermativa potrebbero negarvi l’ingresso.

I tatuaggi stanno diventando più comuni in Giappone, ma c’è ancora qualche stigma sociale ad essi collegato. Se avete dei piccoli tatuaggi, potrebbe essere furbo portare con voi dei cerotti per coprirli prima di accedere al vostro onsen preferito.

6 – Gioie e dolori delle toilette giapponesi

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I servizi igienici giapponesi sono un po’ un terno al lotto, specialmente quelli pubblici. Nella migliore delle ipotesi, i servizi igienici giapponesi sono capolavori di porcellana vertiginosamente high-tech. Nel peggiore dei casi, sono un buco nel pavimento senza carta igienica. Nel dubbio, è sempre meglio essere preparati al peggio e portare con sé fazzoletti e salviette igieniche.

I servizi igienici in stile occidentale in Giappone sono una vera meraviglia, con più opzioni elettroniche di quanto abbiate mai pensato fosse possibile: sedile riscaldato, bidet, deodorante, musica per coprire eventuali rumori molesti. E questo è solo per citare alcuni dei possibili accessori! Non allarmatevi se il sedile è caldo, quasi tutte le tavolette sono riscaldate. Troverete anche una serie di pulsanti sul muro vicino al water o sul sedile, molti dalla funzione poco intuibile. Se non riuscite a trovare la maniglia dello scarico, è probabilmente uno dei vari pulsanti!

Al contrario, in alcuni santuari, templi ed edifici più antichi, potreste incontrare un bagno tozzo in stile asiatico tradizionale, ossia alla turca. Accovacciarsi su di esso può essere una sfida per alcuni stranieri, anche se molti bagni pubblici offrono entrambi i tipi di seduta.

Inoltre, tenete presente che alcune case, ristoranti e ryokan dispongono di pantofole nei bagni da utilizzare all’interno e solo all’interno del locale toilette. Non dimenticare di cambiare le pantofole prima e dopo averlo utilizzato!

7 – Il modo più comodo di muoversi in Giappone

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Il Japan Rail Pass è in genere la soluzione di trasporto più vantaggiosa, soprattutto se si ha intenzione di viaggiare in una determinata regione o in tutto il paese. Si può acquistare un pass illimitato valido per una specifica regione o nazione, e che consente di accedere al treno proiettile (Shinkansen) e ai treni pendolari, autobus e traghetti a marchio JR, spesso allo stesso prezzo di due singoli biglietti ferroviari.

I pass sono validi per un determinato numero di giorni in un periodo di sette, 14 o 21 giorni e non possono essere utilizzati sui treni Shinkansen Nozomi. I Japan Rail pass JR devono essere acquistati prima dell’arrivo in Giappone e devono essere convalidati in un ufficio JR mostrando passaporto e voucher.

8 – Attenzione alle scarpe

Non lasciare le scarpe fuori dalla porta quando si entra nella casa di qualcuno è un grande segno di mancanza di rispetto. Come in molte altre parti dell’Asia, togliersi le scarpe quando si entra in una casa è un must assoluto. Questa è anche la norma per diversi ristoranti, quindi assicuratevi di controllare se dovete togliere le scarpe o meno. È anche comune togliersi le scarpe prima di entrare nella maggior parte degli spogliatoi.

9 – Al ristorante non si trovano sempre le traduzioni in Inglese

Non è affatto detto che i ristoranti che sceglierete offrano menu e cartelli con traduzioni in inglese. Anche se abbastanza comune nelle zone più frequentate dai turisti, una volta che ci si avventura al di fuori dei principali punti turistici è comune trovare solo menu in giapponese.

È qui che disporre di una lista di parole giapponesi tornerà utile. Alcuni ristoranti offrono menu con immagini, ma senza di questi diventa difficile capire e scegliere le specialità offerte. Fortunatamente c’è una soluzione: se non è disponibile un menu in Inglese o con le foto, si può sempre scegliere un posto con le versioni in plastica dei piatti offerti: molti ristoranti li espongono in vetrina per scegliere ciò che si desidera mangiare basta indicarli con un cenno.

10 – Può essere saggio imparare qualche parola in Giapponese

Imparare alcune frasi di base nella lingua locale è sempre utile quando si viaggia, ma questo è particolarmente importante in Giappone, dove la conoscenza dell’Inglese è spesso limitata, ma l’etichetta è tenuta in grande considerazione. Assicuratevi di avere familiarità con il modo di dire “grazie”, “per favore” e “mi scusi” (può essere utile scriverli foneticamente). Potete anche preparare un taccuino con i vocaboli di maggiore utilizzo ed i loro ideogrammi, come per esempio le parole per bagno, ramen, karaoke, uscita (a volte può essere utile!).

11 – Come attirare l’attenzione dei camerieri in Giappone

In Giappone, non è necessario gesticolare con impazienza per attirare l’attenzione del cameriere. Molti tavoli da ristorante hanno una piccola scatola con un pulsante nero da premere per chiamare il cameriere senza richiamare l’attenzione su di sé o fare rumore. Meglio ancora, in alcuni ristoranti non hanno camerieri: gli ospiti ordinano da uno schermo nella loro cabina e il cibo viene consegnato in un’apposita nicchia.

12 – Etichetta Giapponese: non indicare le persone e rispettare il tono di voce

Indicare le persone o le cose con un dito, salutare gli sconosciuti per strada con un cordiale “ciao”, mangiare o bere in pubblico e scattare foto di persone senza il loro permesso sono tutti atteggiamenti contrari all’etichetta in Giappone. È anche scortese alzare la voce o perdere la pazienza, quindi è necessario fare attenzione a come si gestiscono situazioni di insoddisfazione o di conflitto.

In particolare, controllare il volume ed il contenuto delle conversazioni è estremamente importante in Giappone. Tutti in Giappone sono consapevoli del fatto che stanno condividendo lo spazio con gli altri, quindi è sempre apprezzato tenere le conversazioni al minimo e livelli di voce a basso volume in pubblico.

13 – Un sì non è sempre un sì

I giapponesi sono costantemente preoccupati di offendere le persone, quindi è necessario tenerlo in considerazione quando si chiedono favori. Molte volte diranno “sì” a qualcosa quando in realtà intendono “no”. Questa forma indiretta di comunicazione richiede di leggere un po’ tra le righe, perché può portare a profonde incomprensioni e delusioni. Per un giapponese è un grosso problema dire di no, quindi se lo fanno, meglio non insistere.

14 – Mascherine in Giappone: rispetto, non timore

Se pensate che le persone che indossano mascherine chirurgiche in Giappone siano ipocondriaci che cercano di evitare di ammalarsi, vi sbagliate di grosso. In realtà, è esattamente il contrario. Le persone indossano una maschera quando non si sentono bene in modo da impedire la diffusione di germi ai loro amici, familiari e colleghi. Un altro uso comune è per limitare il contatto con i pollini in caso di allergie.

15 – Il modo giusto di usare le bacchette

Se non sapete ancora come usare le bacchette, meglio fare pratica! Prima o poi sarete costretti ad usarle e non è detto che il locale abbia forchette da darvi. Non preoccupatevi se non le sapete usare perfettamente, nessuno vi giudicherà male se no siete esperti. Però non infilate mai le bacchette nel riso in posizione verticale per i Giapponesi sarebbe un forte richiamo ai riti funebri e tutti gli ospiti lo noterebbero.

Se avete difficoltà, è perfettamente accettabile tenere il tuo piccolo piatto o ciotola di riso vicino alla bocca.

Fortunatamente, ci sono molti piatti che non richiedono le bacchette. Ad esempio, sushi e yakitori (pollo alla griglia) vengono mangiati a mano e il curry giapponese viene mangiato con un cucchiaio.

16 – I cestini della spazzatura sono rari

Dopo una giornata di visite potreste aver accumulato una discreta quantità di confezioni vuote di snack e bottiglie d’acqua nella borsa o nello zainetto. Diventa quindi necessario trovare il cestino appropriato a seconda del tipo di rifiuto di cui ci si vuole disfare. Il problema è che i bidoni della spazzatura pubblici non sono in ogni angolo, anzi. Si può perdere parecchio tempo alla ricerca di un cestino per rifiuti, tanto è vero che i giapponesi spesso portano i piccoli rifiuti con sé fino a casa.

Se non potete farlo, guardatevi intorno: molti negozi, parchi e distributori automatici hanno bidoni della spazzatura nelle vicinanze. Quando finalmente trovate i contenitori, assicuratevi di usare il recipiente giusto. Il Giappone separa la sua spazzatura in diverse categorie anche per strada.

17 – Regole giapponesi per bere in pubblico

I giapponesi bevono e fumano molto rispetto ad alcuni paesi, ma seguono molte regole per non disturbare gli altri e, in genere, bevono solo nei locali. Alcuni eventi, come la fioritura di fiori di ciliegio o festival stagionali, includono bere all’aperto, ma in un giorno normale, i giapponesi generalmente non bevono in pubblico. Se lo fanno, di solito si trovano fuori dal negozio dove hanno acquistato la loro lattina, finiscono rapidamente, quindi vanno avanti senza causare fastidi.

18 – Regole giapponesi per fumare in pubblico

Fumare nei luoghi pubblici è abbastanza comune in Giappone. Molti ristoranti hanno sezioni per fumatori e non fumatori. Alcuni ristoranti e la maggior parte dei bar, tuttavia, non hanno questa separazione e ogni tavolo offre un posacenere. Sempre più negozi, tuttavia, stanno cercando di eliminare gradualmente queste pratiche e diventare completamente non fumatori.

Sebbene fumare all’interno dei negozi non abbia regole severe, al contrario fumare all’esterno può essere fatto solo in aree designate. Quasi nessuno fuma mentre cammina per le strade, e i fumatori di solito portano posacenere tascabili per smaltire mozziconi e cenere.

19 – Trovare un indirizzo: il peggior rompicapo in Giappone

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Tokyo, come la maggior parte delle città del Giappone, ha solo alcuni nomi di strade per le principali arterie, in genere più a scopi cerimoniali che pratici. Al contrario, il sistema postale è analogo a quello usato nell’antica Roma, con le congregazioni urbane divise prima in aree, poi quartieri, e poi altre suddivisioni minori. Pertanto un indirizzo giapponese si basa solo sugli edifici, non sugli spazi tra loro, cioè le strade.

Un indirizzo in Giappone inizia con la città, quindi si concentra sul ku o quartiere (nel caso di una capitale di 33 milioni di abitanti, un quartiere è una piccola città in sé). Quindi identifica l’area specifica del quartiere, prima di indicare il numero di isolato o un nome specifico all’interno dell’area. Ad esempio: potreste trovarti a cercare una casa a Tokyo, nel quartiere di Shibuya, all’interno del terzo isolato dell’area di Ebisu.

Google Maps non ha risolto tutto. Spesso la mappa basata sul GPS ti porterà da qualche parte nelle vicinanze del luogo a cui state mirando, lasciandovi soli a finire il lavoro. Muoversi può essere più semplice se si parte dalle stazioni della metropolitana e da li si chiedono indicazioni.

20 – L’arte di fare la coda

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Fare la fila in Giappone è una forma d’arte. Tutti dicono “i giapponesi adorano fare la fila”, ma è molto di più. C’è una bellezza nell’ordine. Immaginate i treni nelle ore di punta: i viaggiatori ben educati attendono in file perfettamente formate l’apertura delle carrozze. E quando le porte si aprono, le persone in fila attendono che l’ultimo passeggero sbarchi prima di entrare in vagoni strapieni. Non importa l’ora del giorno o il grado di affollamento, pochissime persone provano a saltare la fila e nessuno si lamenta.

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